Malassezia cane: sintomi, cause, cura e come evitare che ritorni

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Malassezia cane: sintomi, cause, cura e come evitare che ritorni

Se sei alla ricerca di informazioni sulla malassezia cane, probabilmente il tuo amico a quattro zampe si gratta in continuazione, ha la pelle arrossata, emana un odore particolare oppure continua ad avere problemi alle orecchie nonostante pulizie e terapie, e tu sospetti che possa trattarsi di malassezia.

La Malassezia può essere molto frustrante proprio perché, in alcuni cani, sembra passare e poi ritorna. Magari la pelle migliora, il prurito si riduce un po’, l’orecchio torna pulito e pensi che il problema sia risolto. Dopo qualche settimana, però, ricominciano il cattivo odore, il leccamento delle zampe o l’ennesima otite.

La prima cosa da sapere sulla malassezia è che non si tratta semplicemente di “un fungo preso da qualche parte”. La Malassezia vive normalmente sulla pelle e nelle orecchie di molti cani senza provocare alcun disturbo. Il problema nasce quando trova le condizioni ideali per moltiplicarsi ed espandersi.

A quel punto possono comparire prurito, cattivo odore, pelle unta, arrossamenti, otiti e un continuo leccamento delle zampe. E curare soltanto la proliferazione del lievito, senza capire perché si è sviluppata, spesso significa ritrovarsi nella stessa situazione dopo poco tempo.

Vediamo quindi come riconoscere la Malassezia nel cane, quali fattori possono favorirla, come viene diagnosticata e cosa puoi fare, insieme al veterinario, quando il problema continua a tornare.

Malassezia cane: cos’è e perché compare

Un lievito normalmente presente sulla pelle

La Malassezia, e in particolare la specie Malassezia pachydermatis, è un lievito che può essere presente in piccole quantità sulla pelle e nel condotto uditivo di un cane sano.

Quindi no: trovare la Malassezia non significa automaticamente che il tuo cane sia sporco o che abbia preso un’infezione da un altro animale.

Il problema nasce quando il normale equilibrio della cute si altera e il lievito comincia a moltiplicarsi in modo eccessivo. A quel punto la pelle si infiamma e compaiono i sintomi.

Una revisione scientifica sulla dermatite da Malassezia cane indica tra le zone più colpite:

  • orecchie;
  • zampe e spazi tra le dita;
  • ascelle;
  • inguine;
  • collo;
  • pieghe cutanee;
  • area intorno alle labbra.

Sono tutte zone in cui umidità, calore e produzione di sebo possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione del lievito. Puoi approfondire questo aspetto nella revisione scientifica sulla dermatite da Malassezia nel cane pubblicata su PubMed Central.

Perché la Malassezia continua a tornare?

Se la Malassezia ritorna dopo ogni trattamento, bisogna capire cosa le permette di proliferare.

Tra i fattori che possono favorire le recidive troviamo:

  • dermatite atopica;
  • allergie ambientali;
  • reazioni avverse al cibo;
  • alterazioni della barriera cutanea;
  • eccessiva produzione di sebo;
  • umidità persistente;
  • alcune patologie endocrine;
  • conformazione delle orecchie o presenza di molte pieghe cutanee.
Anche la razza può influire. Alcuni cani sembrano più predisposti, soprattutto quelli con orecchie pendenti, cute ricca di pieghe o una maggiore tendenza alle dermatiti.

Questo non significa che un cane predisposto debba necessariamente sviluppare la Malassezia. Significa però che, quando il problema compare più volte, limitarsi a eliminare il lievito può non bastare.

Se il tuo cane presenta anche prurito persistente, zampe continuamente leccate, otiti ricorrenti o altri disturbi cutanei, può essere utile approfondire il tema delle allergie alimentari del cane: sintomi e alimentazione. L’alimentazione non è sempre la causa, ma in alcuni cani può essere uno dei fattori da valutare.

Malassezia cane: i sintomi più comuni

Prurito, pelle arrossata e cattivo odore

Come faccio a sapere se il mio cane ha la malassezia? Cominciamo col dire che il sintomo più evidente della Malassezia nel cane è quasi sempre il prurito.

Il cane si gratta, si lecca, si mordicchia oppure si strofina contro mobili e tappeti. In alcuni casi il fastidio è lieve; in altri diventa continuo e può provocare escoriazioni, perdita di pelo e ulteriore infiammazione.

La pelle può apparire:

  • rossa;
  • untuosa;
  • desquamata;
  • ispessita;
  • più scura del normale.
Nelle forme croniche la cute può diventare progressivamente più spessa e pigmentata.

Poi c’è l’odore. Chi cerca una spiegazione per una dermatite del cane che puzza descrive spesso uno dei segnali più caratteristici della proliferazione di Malassezia: un odore forte, rancido o simile al lievito.

Lavare semplicemente il cane non risolve il problema. Se la causa è una proliferazione eccessiva del lievito, l’odore tende a tornare. La causa del problema va risolta alla radice.

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Malassezia zampe cane: quando continua a leccarsi

Le zampe sono una delle zone da controllare con maggiore attenzione.

La Malassezia sulle zampe del cane può provocare arrossamento tra le dita, prurito e un leccamento quasi continuo. Il pelo può assumere una colorazione rossastra o marrone per effetto della saliva.

Naturalmente, un cane che si lecca le zampe non ha necessariamente la Malassezia. Potrebbero esserci allergie, irritazioni, corpi estranei o altri disturbi.

Ma se il leccamento è accompagnato da cattivo odore, cute unta, arrossamenti o problemi ricorrenti anche alle orecchie, vale la pena approfondire.

Quando a questi segnali si aggiungono prurito persistente, problemi cutanei o otiti che continuano a tornare, può essere utile valutare anche un possibile legame con l’alimentazione. Nella guida sulle allergie alimentari del cane trovi i segnali più comuni da osservare e i casi in cui il cibo può avere un ruolo.

Malassezia orecchie cane: quando il problema diventa otite

Come riconoscere la Malassezia nelle orecchie del cane

La Malassezia nelle orecchie del cane è frequente e può contribuire allo sviluppo di un’otite esterna.

Il tuo cane potrebbe:

  • scuotere spesso la testa;
  • grattarsi le orecchie;
  • lamentarsi quando vengono toccate;
  • avere il condotto arrossato;
  • produrre molto cerume;
  • emanare un cattivo odore dalle orecchie.

Il materiale presente nel condotto può essere marrone e ceroso, ma l’aspetto da solo non permette di capire con certezza quale sia la causa.

Il MSD Veterinary Manual spiega che Malassezia pachydermatis può essere presente in piccole quantità anche nelle orecchie sane, ma può moltiplicarsi durante un’otite. Per questo trovare il lievito non basta: bisogna valutare anche l’infiammazione e gli eventuali fattori che ne hanno favorito la proliferazione.

E qui conviene evitare un errore comune: utilizzare gocce o prodotti avanzati da una precedente otite senza sapere cosa sta succedendo questa volta.

L’otite può essere sostenuta da lieviti, batteri o entrambi. Inoltre, dietro un’otite che continua a tornare può esserci una causa primaria, come un’allergia.

Perché la Malassezia nelle orecchie continua a tornare

Se curi un’otite da malassezia nel cane e dopo qualche mese sei di nuovo punto e a capo, la domanda da farsi è: perché continua a svilupparsi?

Le cause possono essere diverse:

  • allergie;
  • eccessiva umidità;
  • conformazione del condotto;
  • presenza di molto pelo;
  • infiammazione cronica;
  • altri disturbi della pelle.
Eliminare il lievito può risolvere l’episodio in corso, ma non necessariamente il motivo per cui si è moltiplicato.

Questo spiega perché alcuni cani sembrano vivere in un ciclo continuo: terapia, miglioramento, nuova otite, altra terapia.

Quando succede, una valutazione più completa è molto più utile che continuare semplicemente a cambiare prodotto per le orecchie.

Come si diagnostica la Malassezia nel cane

Non basta guardare la pelle o sentire l’odore

La Malassezia non dovrebbe essere diagnosticata soltanto in base all’odore o all’aspetto della cute.

Una visita dal veterinario è fondamentale. Il veterinario può raccogliere materiale dalle zone interessate e osservarlo al microscopio tramite un esame citologico. È un controllo che permette di valutare la presenza di lieviti e, quando necessario, anche di batteri o cellule infiammatorie.

Questo è importante perché i sintomi possono assomigliare a quelli di molti altri problemi dermatologici.

Prurito, pelle rossa e cattivo odore non significano automaticamente Malassezia.

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Cercare la causa quando il problema è ricorrente

La diagnosi del lievito è spesso solo il primo passaggio.

Se il cane ha avuto più episodi, bisogna chiedersi cosa favorisce le recidive.

In base alla sua storia, agli altri sintomi e alla visita, il veterinario può valutare la presenza di:

  • dermatite atopica;
  • reazioni alimentari;
  • ectoparassiti;
  • malattie endocrine;
  • alterazioni della barriera cutanea.

Il MSD Veterinary Manual segnala che le allergie alimentari possono presentarsi anche con prurito, otiti ricorrenti e dermatiti da lieviti che continuano a tornare. Questo non significa che ogni cane con Malassezia sia allergico a un alimento, ma spiega perché nei casi cronici può essere necessario approfondire anche questo aspetto.

Malassezia cane cura: come viene trattata

Terapia locale e prodotti antifungini

La cura della Malassezia nel cane dipende dalla zona interessata e dalla gravità del problema.

Nelle forme cutanee, il veterinario può prescrivere trattamenti locali come shampoo, mousse, spray o altri prodotti antifungini. Se sono coinvolte le orecchie, vengono utilizzati prodotti specifici per il condotto uditivo.

La terapia deve essere scelta dopo la diagnosi.

Usare prodotti antifungini a caso o interrompere il trattamento appena la pelle sembra migliorare può favorire le recidive e rendere più difficile la gestione del problema nel tempo.

Anche la frequenza dei trattamenti e la loro durata contano. Per questo conviene seguire le indicazioni del veterinario fino al controllo, invece di sospendere tutto appena il cane smette di grattarsi.

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Quando possono servire farmaci sistemici

Nei casi più estesi o difficili da controllare, il veterinario può valutare una terapia antifungina sistemica.

Qui il fai da te va evitato ad ogni costo.

Questi farmaci devono essere prescritti e monitorati dal veterinario, perché la scelta, il dosaggio e la durata del trattamento dipendono dalla situazione specifica.

La ricerca veterinaria sta inoltre prestando attenzione alla possibilità che alcuni ceppi di Malassezia pachydermatis sviluppino resistenza agli antifungini. È un motivo in più per evitare terapie casuali, ripetute senza controlli o utilizzate diversamente da quanto prescritto.

Malassezia cane: esiste una cura definitiva?

Quando la Malassezia continua a tornare, la domanda è inevitabile: esiste una cura definitiva?

Capisco bene la frustrazione. Il tuo cane migliora, smette di grattarsi, la pelle torna normale e finalmente sembra che il problema sia risolto. Poi, dopo qualche settimana o qualche mese, ricompaiono il cattivo odore, il prurito, le zampe leccate o l’ennesima otite.

La risposta più onesta è che dipende dalla causa.

Se la proliferazione di Malassezia è legata a una situazione occasionale e il fattore che l’ha favorita viene eliminato, il problema può risolversi completamente.

Quando invece dietro ci sono dermatite atopica, allergie, sensibilità alimentari o altre condizioni croniche, curare soltanto il lievito può non bastare.

In questi casi l’obiettivo è duplice: trattare l’episodio in corso e capire cosa favorisce le recidive. È proprio questo secondo passaggio che spesso evita di ritrovarsi, dopo poco tempo, nella stessa situazione.

Per ridurre il rischio che il problema ritorni è importante:

  • completare correttamente la terapia prescritta;
  • effettuare i controlli veterinari;
  • individuare eventuali cause sottostanti;
  • gestire correttamente allergie o altre patologie della pelle;
  • controllare periodicamente le zone più colpite;
  • intervenire ai primi segnali di ricomparsa.

Caso clinico reale: quando le terapie ripetute non bastano

Un caso pubblicato nella letteratura scientifica riguarda una barboncina Toy di cinque anni con episodi ricorrenti di dermatite e otite da Malassezia.

La cagnolina era stata trattata più volte con antifungini locali e sistemici, ma il problema continuava a tornare.

Gli approfondimenti hanno portato all’identificazione di un ceppo di Malassezia pachydermatis resistente a più farmaci della famiglia degli azoli.

È un caso particolare e non rappresenta la situazione tipica, quindi non allarmarti. Non significa che il tuo cane abbia una Malassezia resistente solo perché il problema ritorna.

Il caso, però, mostra perché ripetere continuamente la stessa terapia senza rivalutare il cane non sia sempre la strada migliore. Quando le recidive continuano, può essere necessario controllare nuovamente la diagnosi, la risposta al trattamento e le possibili cause sottostanti.

Alimentazione e Malassezia cane: esiste un collegamento?

Il cibo non cura direttamente la Malassezia

Su questo punto bisogna essere molto chiari.

Non esiste una crocchetta che elimini direttamente la Malassezia. La proliferazione del lievito deve essere diagnosticata e trattata dal veterinario.

L’alimentazione entra in gioco quando dietro le recidive si sospetta una reazione avversa al cibo o quando il cane presenta contemporaneamente prurito, otiti ricorrenti, problemi cutanei e altri segnali compatibili con una sensibilità alimentare.

In questi casi, lavorare anche sulla dieta può avere senso. Ma non significa cambiare crocchette ogni settimana sperando di trovare quella giusta.

Quando valutare un’alimentazione più specifica

Se il veterinario sospetta una reazione avversa al cibo, può essere necessario un percorso nutrizionale preciso.

Le opzioni possono comprendere, in base al caso:

  • alimenti con fonti proteiche selezionate;
  • formulazioni monoproteiche;
  • diete con proteine idrolizzate.

Se vuoi capire meglio le differenze tra queste soluzioni, nella guida sulle crocchette cane ipoallergeniche spieghiamo cosa controllare in etichetta e quale tipo di alimento può avere più senso in base alla sensibilità del cane.

Quando invece il problema riguarda prurito persistente, disturbi cutanei e otiti che continuano a tornare, puoi approfondire anche le allergie alimentari del cane.

I due temi sono collegati, ma non sono la stessa cosa: la dieta non cura direttamente la Malassezia, può però diventare importante quando una reazione alimentare contribuisce all’infiammazione e alle recidive.

Peptide+: quando servono formule ad alta tollerabilità

Quando una sensibilità alimentare è tra i fattori che il veterinario ritiene necessario indagare, può essere utile valutare formule più specifiche.

La linea Peptide+ per cani con sensibilità alimentare utilizza un approccio pensato per una maggiore tollerabilità e può essere presa in considerazione all’interno di un percorso nutrizionale mirato.

Non è una cura per la Malassezia e non sostituisce la terapia veterinaria. Il suo ruolo riguarda l’alimentazione del cane quando esistono esigenze nutrizionali specifiche o quando il cibo è uno dei fattori da approfondire.

Se invece non c’è una sospetta reazione alimentare specifica ma vuoi migliorare la qualità generale della dieta, può essere utile valutare insieme a un professionista se mantenere l’alimentazione attuale o orientarsi verso una formulazione diversa.

Quando sintomi, storia alimentare e continui cambi di prodotto diventano difficili da interpretare, una consulenza nutrizionale può aiutarti a fare ordine, sempre dopo aver escluso e trattato le cause veterinarie del problema.

La Malassezia del cane è contagiosa?

Una delle domande più frequenti è: la Malassezia del cane è contagiosa?

Nella vita quotidiana, la dermatite da Malassezia non viene considerata una normale malattia contagiosa tra cani.

Questo lievito può già vivere sulla cute di animali sani. Il problema è la sua proliferazione eccessiva in un soggetto predisposto.

Quindi non è necessario isolare il cane dagli altri animali di casa come si farebbe con alcune malattie infettive.

Sono stati descritti rari casi di trasmissione opportunistica a persone particolarmente vulnerabili, soprattutto in contesti sanitari e in soggetti gravemente immunocompromessi. Per la normale vita familiare non significa dover avere paura del proprio cane: sono sufficienti le comuni regole di igiene, come lavarsi le mani dopo aver applicato prodotti medicinali o trattato le zone interessate.

Come ridurre il rischio che la Malassezia ritorni

La prevenzione della malassezia dipende soprattutto dalla causa che ha favorito il primo episodio.

Non esiste una routine identica per tutti i cani, ma alcune attenzioni possono essere utili:

  • seguire fino alla fine le terapie prescritte;
  • effettuare i controlli consigliati;
  • asciugare bene le orecchie dopo bagno o nuoto;
  • controllare regolarmente zampe e pieghe cutanee;
  • utilizzare solo prodotti detergenti adatti al cane;
  • evitare terapie avanzate da episodi precedenti;
  • intervenire quando ricompaiono i primi sintomi;
  • gestire correttamente eventuali allergie o altre cause sottostanti.
Un cane che ha avuto la Malassezia non deve essere controllato ogni giorno con ansia. Ma conoscere i suoi segnali tipici può aiutarti a intervenire prima che un piccolo squilibrio diventi di nuovo una dermatite estesa o un’otite dolorosa.

FAQ Malassezia cane

Cos’è la Malassezia nel cane?

È un lievito che può vivere normalmente sulla pelle e nelle orecchie. Diventa un problema quando si moltiplica eccessivamente e contribuisce allo sviluppo di dermatite o otite.

Come si capisce se il cane ha la Malassezia?

I sintomi più frequenti sono prurito, pelle arrossata, cattivo odore, cute unta, desquamazione, leccamento delle zampe e otiti ricorrenti. La diagnosi deve essere confermata dal veterinario, spesso tramite esame citologico.

La dermatite da Malassezia fa puzzare il cane?

Sì, il cattivo odore può essere uno dei segnali più caratteristici. Tuttavia, l’odore da solo non permette di fare una diagnosi.

La Malassezia nelle orecchie del cane causa otite?

Può contribuire allo sviluppo di un’otite esterna. Il cane può scuotere la testa, grattarsi, avere dolore, cattivo odore e una maggiore produzione di cerume.

Perché il cane con Malassezia si lecca le zampe?

La proliferazione del lievito tra le dita può provocare prurito e infiammazione. Tuttavia, anche allergie, irritazioni e altri problemi possono causare lo stesso comportamento.

Esiste una cura definitiva per la Malassezia nel cane?

Dipende dalla causa. Un episodio isolato può risolversi completamente. Nei cani con allergie, dermatite atopica o altre predisposizioni, può essere necessario controllare nel tempo il fattore che favorisce le recidive.

La Malassezia del cane è contagiosa?

Generalmente no. Non viene considerata una normale malattia contagiosa tra animali domestici.

L’alimentazione può causare la Malassezia?

Non direttamente. Alcune allergie o reazioni alimentari possono però contribuire a prurito, infiammazione e infezioni secondarie ricorrenti da lieviti.

Cosa deve mangiare un cane con Malassezia?

Non esiste una dieta unica per la Malassezia. Se si sospetta una reazione alimentare, il veterinario può consigliare un percorso dietetico specifico, eventualmente con alimenti a fonti proteiche selezionate o con proteine idrolizzate.

Posso curare la Malassezia con rimedi naturali?

È meglio evitare il fai da te. Oli essenziali, aceto e altri rimedi casalinghi possono irritare la pelle o le orecchie e ritardare una terapia efficace.

Quanto dura la cura della Malassezia?

La durata varia in base alla gravità, alla zona interessata e alla causa sottostante. Le forme croniche possono richiedere più tempo e controlli periodici.

Quando devo portare il cane dal veterinario?

Quando il prurito è intenso, la pelle è molto arrossata, le orecchie fanno male o emanano cattivo odore, il cane si ferisce grattandosi oppure i sintomi continuano a tornare.

Fonti

  1. MSD Veterinary Manual – Otitis Externa in Animals
  2. Canine Malassezia Dermatitis – PubMed Central
  3. Azole resistance of Malassezia pachydermatis causing treatment failure in a dog – PubMed Central
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